Prepararsi all'immersione - di Riccardo Nobile

1 Introduzione
Questa volta vorrei parlare di un argomento un po’ particolare e cioè della migliore maniera di comportarsi prima e dopo di un’immersione. Tralascerei consigli di ordine medico-fisiologico, che consigliano di arrivare al diving center freschi e riposati ed essendosi nutriti nella giusta maniera, che sono destinati ad essere regolarmente disattesi. La verità che, purtroppo, la maggior parte di noi arriva al diving center dopo un iter che si può riassumere nelle seguenti fasi :
- Sveglia all’alba dopo poche ore di sonno
- Qualche ora di macchina, normalmente sotto una pioggia fantozziana
- colazione in Autogrill a base di caffè, cappuccini e brioches alla crema
- 1 ora di ricerca parcheggio e 30 minuti di camminata per tornare al diving
Tutte le 4 fasi sopra riassunte non sono certo la migliore preparazione per un’immersione, visto che si dovrebbe arrivare al diving freschi e riposati, non aver gi svolto lavoro fisico e/o stressante ed avendo fatto una colazione giusta che, certo, non prevede caffè, latte, crema e cioccolata, in considerazione del fatto che normalmente ci aspetta 1 ora di barca con mare forza 3 o 4.

2 Se partiamo dal diving
I Diving Center (abbreviamoli con d.c.) sono caratterizzati dall’essere, normalmente, dei locali troppo piccoli per la gente che ci deve stare dentro. Le uscite organizzate dai d.c. si svolgono secondo ritmi serrati simili ad una catena di montaggio; guai a chi sballa il proprio turno!
Regolarmente mentre un gruppo di una dozzina di sub entra nel d.c. per prepararsi all’uscita in mare, ce ne sono altrettanti che sono appena tornati dalla barca e si accingono a rivestirsi per poi sloggiare.
Trovarsi in 20 25 persone dentro un locale di 5m x 5m con tutte le attrezzature che ci portiamo appresso gi di per se una cosa da Guinness dei primati. Se ci aggiungiamo il fatto che il pavimento normalmente allagato da 5 cm di acqua possiamo ben immaginare cosa possa accadere se oltretutto siamo anche disordinati! Il primo consiglio quindi quello di evitare di seminare tutte le nostre cose; personalmente consiglio di estrarre come prime cose il GAV e gli erogatori e di montarli sulla bombola che provvederemo a mettere,insieme alla cintura di zavorra, subito sul carrellino del diving o in posto sicuro dove non sia di intralcio. Conviene certamente mettere gli erogatori dentro le tasche del GAV in modo da evitare che finiscano schiacciati sotto il fondello della bombola. A questo punto, avendo parzialmente svuotato la borsa, possiamo cominciare a cambiarci riponendo i vestiti asciutti, in caso di scarsità di appendi-abiti, nella borsa che cercheremo poi di mettere in qualche posticino (stranamente) asciutto. Indossiamo la muta, magari lasciandola aperta se la temperatura lo richiede, ed indossiamo gli eventuali accessori da polso quali computer, orologio, profondimetro e bussola che cos stanno certamente pi al riparo che non da altre parti.
Un’ottima soluzione quella di avere una borsa di rete nella quale mettere le pinne, la maschera e quegli accessori che indosseremo appena prima di entrare in acqua come guanti, calzari, coltello ecc. ecc. Quando finalmente siamo tutti pronti, ci si può avviare verso la barca dove tutti quanti devono dare una mano ad imbarcare tutte le attrezzature e non solo la propria; normalmente a questo punto qualcuno si accorge di avere dimenticato qualcosa al diving (o addirittura a casa!) e quindi deve correre di nuovo al d.c. a prendere ci che gli manca in mezzo agli accidenti ed alle maledizioni dei compagni.

3 Vestirsi in barca
Quando l’uscita in mare prevista tramite barca spaziosa e, magari, chiusa si sale a bordo in abiti borghesi e tutta la preparazione avviene a bordo.
In questo caso le considerazioni generali sono le stesse del capitolo precedente, con la complicazione che lo spazio ancora più ristretto e pi bagnato oltre che più ballerino.
Proprio per questo dovremo badare anche a riporre le cose nella maniera giusta per evitare che comincino a rotolare sul ponte finendo per fare male ai piedi di qualcuno o finendo in acqua .. in anticipo rispetto al proprietario.
Molta attenzione va posta anche ai propri movimenti che devono essere ridotti all’essenziale per non intralciare gli altri e ridurre il rischio di cadute e scivolate; per tale ragione si devono riporre tutte le proprie cose in modo da averle facilmente sottomano e cercare di svolgere tutte le azioni di preparazione bombola e vestizione spostandosi il meno possibile.
Montiamo subito il GAV e gli erogatori sulla bombola ed assicuriamoci poi che tale insieme sia riposto in maniera sicura sia per l’oggetto stesso che per i . piedi delle persone. Non attardarsi in chiacchiere, ma prepararsi per tempo per ridurre i tempi al momento di entrare in acqua. Le chiacchiere possiamo farle ugualmente anche se abbiamo gi la muta indossata; avere la muta non significa stare .muti!!
L’ordine di ingresso in acqua deve essere stabilito prima di imbarcare le attrezzature in modo da riporre queste ultime in maniera logica e coerente con l’ordine di entrata in acqua prestabilito. Anche le persone che formeranno gruppo in immersione bene che si sistemino vicine fra di loro per evitare pericolose e fastidiose passeggiate in mezzo ad attrezzature ed a persone che si stanno a loro volta preparando.
Le entrate in acqua devono susseguirsi a ritmo serrato per far si che non ci sia qualcuno che debba stare 15 minuti in acqua ad aspettare i compagni facendo subito una buona scorta di .freddo.
Se lo spazio lo permette conviene avvicinarsi al punto di uscita dalla barca avendo gi indossato muta, strumenti da polso, calzari, zavorra, bombola, maschera al collo e con in mano le pinne ed i guanti che saranno indossati per ultimi. Se i passaggi sono più angusti sarà opportuno avvicinarsi all’uscita avendo gi indossato muta, zavorra, calzari e strumenti vari, ma portando in mano il gruppo GAV-bombola, pinne maschera e guanti che indosseremo in questo ordine; ci metteremo seduti e qualche anima pia ci aiuterà prepararci.

4 Dopo l’immersione
La prima cosa da fare appena usciti dall’acqua certo quella di liberarsi dal fardello che abbiamo alle spalle e quindi toglieremo il GAV con bombola ed erogatori; la zavorra e le pinne le avremo tolte gi in acqua prima di risalire a bordo.
Se la preparazione all’uscita avvenuta nel diving dovremo necessariamente fare il viaggio di ritorno con indosso la muta oil costume. La seconda soluzione consigliabile solo nelle giornate davvero calde poiché il vento generato dalla velocità della barca può risultare moooolto fastidioso. Supponendo quindi che la giornata, come avviene generalmente, sia fresca o fredda evitiamo di toglierci non solo la muta, ma anche i guanti ed i calzari accontentandoci di far defluire l’acqua che si raccolta all’interno di essi.
Se abbiamo avuto il buon senso di portarci in barca un giubbino o un semplice K-way avremo modo di apprezzarne l’utilità.
Se il solito buon senso ci avrà consigliato anche l’utilizzo della borsa di rete della quale abbiamo parlato nel paragrafo 2, possiamo riporvi dentro gli erogatori, la maschera, l’aeratore, le pinne e gli accessori vari tipo computer, bussola, coltello ecc. in tal modo saremo sicuri di non lasciare qualche pezzo a bordo al momento di sbarcare. Nel caso della (improbabile) giornata calda, potremo mettere nella borsa anche muta, calzari e guanti che cos hanno tempo di lasciare sgocciolare la maggior parte dell’acqua.
Arrivati in porto si da una mano tutti quanti a sbarcare tutto il materiale da riportare al diving. Normalmente a questo punto si accende una competizione di corsa degna delle olimpiadi per cercare di arrivare primi al diving e potersi mettere sotto la doccia calda prima che ci sia la coda o che l’acqua sia fredda!! Non uno spettacolo bello da vedersi e non bello neppure vedere che alcuni entrano in doccia con un campionario di flaconi e bottigliette di shampoo, bagno-schiuma, doccia-schiuma, doccia-shampoo, balsamo, amido, ammorbidente ecc. ecc. da fare invidia ad un venditore di cosmetici! La doccia nel diving serve per lavare la pelle e non per cercare di togliere le rughe o i segni del tempo! La prima cosa da fare arrivati al diving quella di togliere il GAV dalla bombola e dare una risciacquata all’attrezzatura con l’acqua dolce. Data la non possibilità di stendere la roba a sgocciolare (a causa delle dimensioni lillipuziane del diving) faremo bene a mettere in borsa alcuni grossi sacchi di plastica (ottimi quelli da immondizia!) in cui riporre tutte le cose bagnate che cos non provocheranno il completo infradiciamento di tutta la borsa. Per precauzione togliamo comunque gli abiti asciutti da dentro la borsa prima di riporvi i sacchi umidi.

5 Ultime raccomandazioni
Buona cosa sarebbe avere a portata d’occhio una check-list da leggere per verificare di tornare a casa con la stessa quantità di mercanzia con la quale siamo partiti.
Ah! Un’ultima cosa non va dimenticata : pagare la tariffa (anche se vi sembrerà eccessiva) e farsi timbrare il foglio del logbook. Scopo primo del logbook il ricordarci negli anni futuri una bella giornata iniziata con un viaggio sotto una pioggia torrenziale, proseguita con rigurgito della colazione a causa del mare forza 4, immersione con 2 metri di visibilità, perdita di qualcosa dell’attrezzatura e tanta stanchezza quando saremo a casa; tutto ci non ci impedir di considerarla comunque una bella giornata perché, in fondo, questo il bello della subacquea!

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